Edizione 2018

Il nostro lavoro

Le Sale Cinesi del Castello di Govone sono la fonte di ispirazione della prima edizione di Creativamente Roero. Le sue sorprendenti tappezzerie raffigurano i processi di produzione della seta, del tè, della porcellana e del riso, offrendo, attraverso il filtro dell’arte, una opportunità unica di conoscenza dei principali cicli produttivi del passato in Oriente.

Indagare le tematiche relative al mondo del lavoro costituisce, ieri come oggi, un’effettiva priorità e i linguaggi artistici della contemporaneità possono dunque essere un utile strumento di dialogo e di analisi tra l’operosità tipica del Roero e la costante necessità di ricerca e di studio da parte degli artisti.

Simone Martinetto, Daniele Ratti e Saverio Todaro sono stati invitati perché ben rappresentano la scena artistica emergente del nostro Paese, ma anche per la loro capacità di trarre spunto da nuovi luoghi e da nuove comunità con cui interagire in modo propositivo.

Il tema del lavoro è stato quindi da loro declinato secondo tre punti di vista differenti e tre differenti linguaggi.

Martinetto a Govone ha incentrato la sua video-installazione sul rapporto tra educazione e lavoro esaminando la trasmissione di saperi.

Ratti a Guarene ha valorizzato la Pinacoteca e la storia dell’arte qui racchiusa, creando situazioni innovative di condivisione con il pubblico.

Todaro a Castellinaldo ha prodotto un’opera di arte pubblica fruibile in un museo all’aperto, elemento di sintesi tra il paesaggio e la sua storia.

“La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi”. (Marcel Proust)

Nulla di più vero: l’arte ci aiuta a vedere in modo altro ciò che ci sta intorno e, restituendo consapevolezze e stimoli innovativi, crea positive, inaspettate interferenze grazie alle quali nessuno di noi si sente più come prima.

Patrizia Rossello
Direttore Artistico

 

Per il 2018, anno di inaugurazione del progetto:
tre Residenze d’Artista ospitate nei Comuni di Govone, Castellinaldo d’Alba e Guarene.
Artisti invitati:
Simone Martinetto, Daniele Ratti, Saverio Todaro.

 

Simone Martinetto
Passaggio di consegne
2018, Govone
Video-installazione (proiezione su quaderno), 9′ circa

Quali sono le cose più importanti che scuola e famiglia ci consegnano come eredità da tramandare e custodire? Due opere sul passaggio di consegne, su cosa prendiamo e cosa lasciamo. Un video proiettato su un quaderno mostra la visione della vita di due sorelle di 10 e 11 anni che abitano in un paesino del Roero, frequentano una pluriclasse e fanno parte di una famiglia che gestisce un’azienda vinicola. Il video si interroga su quanto la maestra e il papà abbiano trasmesso loro, sul lavoro come passaggio di conoscenze a abilità, su cosa ognuno a proprio modo abbia appreso, sui ricordi più presenti e sui sogni per il futuro. La seconda opera è un’installazione fotografica realizzata insieme agli alunni durante un workshop tenuto in una scuola primaria: mostra coppie di ritratti con scritte a mano che rappresentano il reciproco scambio comunicativo tra due persone, un bambino e un adulto.

Daniele Ratti
DT 1
2018, Guarene
Ritratti fotografici, 140×140 cm ciascuno, stampa su supporto trasparente

Utilizzando uno strumento diverso, la macchina fotografica e la luce, e non il carboncino, in un set allestito nella piazza del borgo, l’artista ha cercato di restituire la stessa intensità di un disegno nel riprendere le persone che hanno aderito al progetto, provenienti dal borgo stesso o da altri luoghi. Le immagini appese tra le abitazioni di Guarene creano in tal modo un percorso che va dalla piazza alla Pinacoteca dove, nell’ultima sala, è custodito un ritratto a carboncino di Gabriella Ciocca realizzato da Dario Treves nel 1972, un lavoro evocativo, potente e misterioso.
I volti dei soggetti delle foto, stampati su fondo trasparente, evidenziano così una doppia componente che con forza li caratterizza: persone e spazi si sovrappongono e si amalgamano tra loro, producendo un insieme unico, un’opera d’arte originale e indissolubile.

Saverio Todaro
Share
2018,Torre dell’acqua di Castellinaldo d’Alba Pittura murale, dimensioni reali della torre

La torre dell’acqua, ormai in disuso, è un cilindro posto sul punto panoramico che domina il paese. Un bicchiere svuotato, recipiente di una memoria liquida che alimentava il popolo e ne rimembrava la dipendenza dal cielo. L’acqua è un Bene Comune e come risorsa primaria va preservata e condivisa.

Il simbolo dello Share (inglese = condividere), titolo dell’opera, è un riferimento al disegno dei tre cerchi collegati e risponde a una precisa esigenza espressiva presente in tutti i dispositivi tecnologici che permette di condividere dei contenuti.

Sulle pareti della torre viene dipinto tale segno per evocare persone connesse come le molecole d’acqua o gli acini di un grappolo d’uva. Nel registro cromatico della composizione il fondo verde rende l’architettura una estrusione paesaggistica, e le icone bianco fosforescente di giorno si caricano di luce per restituirci all’imbrunire una costellazione luminosa di elementi sospesi.

Esclusivamente il 14 ottobre è disponibile su prenotazione il servizio navette gratuito di collegamento tra i Comuni di Govone, Guarene e Castellinaldo d’Alba.

Info orari/durata esposizioni e prenotazioni navette presto disponibili su questo sito.