COSIMO VENEZIANO

COSIMO
VENEZIANO


I concetti di Territorio, Nazione e Memoria si fondono con l’idea del Paesaggio, il tema di ricerca proposto non tenta di fissare un'inquadratura statica ma di guardare al reale nelle sue modalità di trasformazione e di evoluzione.
Il paesaggio, grazie alla nuova definizione scritta dalla Convenzione Europea del Paesaggio, non coincide più con una modalità di sguardo in cui si riconoscono ambiti culturalmente omogenei, ma diventa termine capace di rappresentare tutto il reale, compreso il “degrado”. Nel momento in cui la definizione di “paesaggio” viene fatta coincidere con quella di “territorio”, non è più il telaio della finestra o la linea dell'orizzonte a decretare, a definire un dentro o un fuori. Si torna a cercare di conoscere non tanto le rappresentazioni ma le costruzioni, le strutture che individuano gli spazi e gli attori che li cercano. Il ruolo dell'interpretazione del territorio, declinata dal termine paesaggio, e resasi urgente nella contemporaneità, racconta l'incontro e le contraddizioni degli sguardi e delle necessità dei fruitori del reale.
Cittadini, turisti, tecnici guardano ai paesi chiedendo loro di declinarsi secondo la propria interpretazione, di farsi “madri” o “strumenti”.
Lo studio degli archivi ed Ecomusei presenti nel Roero traccia un’idea di paesaggio e di cultura forse cristallizzate nel tempo. Il progetto che si intraprenderà tenterà di costruire un filo rosso che attraversa e mette in cortocircuito quella cultura del paesaggio prodotta dai musei presenti sui territori.
Cosimo Veneziano (Moncalieri - Torino, 1983) vive e lavora a Torino. Caratterizzata da un’ampia attività di ricerca e workshop, la sua pratica si focalizza sullo sviluppo della scultura e del disegno in stretta correlazione con i luoghi che li hanno ispirati. Le sue opere indagano la gestualità del corpo in relazione con la storia dei materiali scultorei: il marmo, la resina, la stampa in 3D e il legno articolano il suo percorso di ricerca e di formalizzazione tentando di riportare l’attenzione verso frammenti di storie sconosciute e sottolineando il processo di trasformazione e di scarto avvenuto.
Ha preso parte a diversi progetti di formazione e residenza, tra i quali: il XVII Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti di Como (tutor Liliana Moro), 2012; il progetto transfrontaliero Acteurs transculturels (tutor Luca Vitone e Saâdane Afif), 2013: Villa Sträuli, Winterthur, Svizzera, 2015; Lugar a Dudas, Cali, Colombia, per il network Reso e CARS, Omegna, 2013.
Tra le mostre personali, si ricordano: Rompi la finestra e ruba i frammenti! (a cura di Benedetta Carpi De Resmini, AlbumArte, Roma, 2018); Cosimo Veneziano - Petrolio/Appunti (Museo Ettore Fico / Galleria Alberto Peola, Torino, 2017); Monochrome (Villa Sträuli, Winterthur, 2015); Verso occidente l’impero dirige il suo corso (Galleria Alberto Peola, Torino, 2014); Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor (Lugar a Dudas, Cali, Colombia, 2013); Cattedrale (Careof DOCVA, Milano, 2013); L’epoca delle passioni tristi (Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana, 2011); Campo volo (Spazio Blank, Torino, 2011); La possibilità di un’isola (Associazione Barriera, Torino, 2009).
Suoi lavori sono stati inclusi in mostre collettive presso: CESAC Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio, Cuneo; Herschel Museum of Astronomy, Bath; Kunsthalle di Sao Paulo; Galleria Civica di Bolzano.
Oltre alle opere esposte in collettive e personali, la sua produzione si è sviluppata verso l’ideazione di opere nello spazio pubblico, tra le quali il monumento dedicato a Pinot Gallizio e Constant ad Alba, i progetti per Nuovi Committenti a Rovigo e Dencity a Milano. Cosimo Veneziano è co-fondatore della residenza internazionale Progetto Diogene nata nel 2007 a Torino.
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