Johannes Pfeiffer

JOHANNES
PFEIFFER
“La mia più grande passione è ideare e creare lavori site specific. Sono affascinato dalla capacità artistica di intendere un sito nella sua complessità. Di captare sensazioni e vibrazioni di un luogo e trasformarle in opere leggibili e comprensibili per chi vuole avvicinarsi alle interpretazioni degli artisti.”
Johannes Pfeiffer, un viandante in arte. Ulm 1954. Si laurea in Economia e Commercio alla FU Berlin 1980. Dal 1985 realizza progetti landart e installazioni ambientali. Nel 1988 si trasferisce a Torino.Comincia a viaggiare e realizza progetti d’arte in Europa e nel mondo. Nel 2007 realizza El silencio de las voces alla Pontificia Universidad Catòlica de Chile a Santiago, nel 2008 Phoenix nel Parco Olimpico di Pechino, nel 2009 realizza Energy fields nel Clayarch Museum Gimhae-Corea del Sud, nel 2011 Zwischen Himmel und Erde a Sankt Lukas a Monaco, nel 2013 Piedras erráticas al Museo Casal Solleric a Palma de Maiorca, nel 2015 partecipa all’ArtFest di Astana in Kazakistan. Nel 2016 realizza la sua opera Un barco de solo ida ad Antofagasta-Cile. Nel 2018 installa in una Friche a Parigi a Monmartre la sua opera Mémoire oubliée. Pfeiffer si è specializzato in opere d’arte chiamate site specific, create specificamente per lo spazio in cui vengono installate.

Opera

Johannes Pfeiffer
TERRA: ROCCHE
2019, Installazione site-specific dimensione ambiente

La mia più grande passione è il lavoro in sito, attratto dalla capacità di comprendere un luogo nella sua complessità, captare sensazioni, vibrazioni e trasformarle in espressione artistica. Compito dell’arte è vedere dove altri non vedono, accendere l’attenzione di chi osserva, svegliarne i sensi per guardare in profondità. L’installazione Rocche, situata nel cortile del Municipio, è il gesto di aprire la terra per estrarre quanto necessario all’uomo per costruire. Fili legati all’edificio tentano di sottrarre il materiale contro la forza di gravità. Sul suolo una pietra arrivata a Pocapaglia nel periodo del ritiro dei ghiacciai. Provenienza sconosciuta, recuperata nelle gole delle rocche, guardiano giunto da lontano, viandante di tempi remoti. L’arte indaga il suo essere effimero, il suo carattere nomade. L’installazione Omaggio alla Masca Micilina è collocata nel nuovo punto panoramico: un tronco del bosco, volutamente carbonizzato, simbolo del fuoco, collegato da fili all’albero sovrastante in un dialogo tra vita e morte, bene e male.

DOVE: Intervento artistico di Arte Pubblica cortile del Palazzo Comunale e belvedere di via Cavour