Sabrina Oppo

SABRINA
OPPO
“Sono molto interessata a vivere questa esperienza poiché offre la possibilità di conoscere nuovi territori e la possibilità di indagare su temi come la natura e il bosco che sono in sintonia con la mia ricerca. Lo spostamento implica sempre un cambiamento e le opere nascono anche durante il viaggio.”
Sabrina Oppo, Oristano 1979. Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Sassari specializzandosi in arti visive e discipline dello spettacolo. Ama la natura e ciò che le appartiene: colleziona parte di essa, in un circuito che prevede la raccolta di quanto donato dalla terra. Le sue ultime opere nascono dalla ricomposizione di pezzi distrutti, restituiti a nuova vita. L’aspetto più profondo che emerge dal suo lavoro è il legame verso l'elemento natura/morte/vita, evocativo di un sogno infranto, un limite da considerare come altra opportunità. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive tra le quali: F40(1858) / J50(1858) a cura di Progetto Contemporaneo, Fondazione per l'arte Bartoli-Felter, Cagliari. Forme dell’immateriale, a cura di C. Pieroni, P. Marras e M. De Candia Studio Morbiducci, Roma. La costante resistenziale. Sardegna Contemporanea. Spazi Archivi Produzioni a cura di M. Deiana e L. Giusti, Man, Nuoro.

Opera

Sabrina Oppo
IL BOSCO DELICATO
2019, Installazione site-specific dimensione ambiente

Il bosco delicato è una installazione site-specifc di più opere che mettono al centro della ricerca artistica la natura nelle sue varie sfaccettature: il bosco, così fragile, ha la necessità di essere preservato, ricomposto, custodito, ascoltato. Piccoli ritagli di vita, che sembrano svanire, creano una raccolta, un archivio di minuscoli tesori preziosi, ormai quasi scontati da dimenticarne l’essenzialità. Un lavoro di indagine di elementi animali e vegetali da conservare scrupolosamente prima che siano ridotti al solo ricordo di qualcosa che non c’è più. Il percorso, immersivo e totalizzante, accompagna il pubblico nella parte alta di Monticello d’Alba tra suono, realtà e sogno, alla scoperta di una serie di frammenti di ali, di farfalle e penne d’uccello che, ricreati e ricuciti, si trasformano in esseri fantasiosi sospesi in un volo urbano: la natura si ripropone all’uomo, in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio e ciascun brandello riacquista la propria energia e sacralità ricomponendosi per ripristinare un paradiso perduto.

DOVE: Loggia aperta su piazza San Ponzio, via Regina Margherita 3 (ex Palazzo Comunale) e Museo Etnografico,
apertura sabato e domenica su appuntamento tel. 339-2548491