Marta Fontana

MARTA
FONTANA


"Nell'arcipelago i luoghi si richiamano a vista, da sponda a sponda, immagino non diversamente dai richiami, dagli echi che risuonano tra l'uno e l'altro versante delle colline. Io cerco quello che intravedo, che sento, da qui dove mi trovo ora e per raggiungerlo devo attraversare il mare di casa mia. Mi spinge la necessità di cercare nuovo cibo, acqua potabile in pozzi, rigagnoli e fonti, di scambiare nuove parole con le mie, di barattare il mio sguardo, il mio lavoro con l’altro. Mi spinge il piacere di raccogliere liberamente segni e comprenderne, assaporarne, i significati; credo in questo stia l'incontro, in questo la traversata."
Marta Fontana è nata a Este (Pd) tra la pianura e i Colli Euganei. Dal 2001 vive e lavora circondata dal mare, nell’isola di San Pietro, a sud ovest della Sardegna. La sua formazione è linguistico-umanistica. Frequenta poi la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia (libro d’artista). Si diploma e specializza in Progettazione Sperimentale presso l’ISIA di Urbino nel 1998. Il suo principale mezzo espressivo è l’installazione, la sua ricerca concettuale si sviluppa attraverso un approccio sensoriale alla materia, agli oggetti. Si interessa di scrittura, specie in forma di racconto e poesia. Fa parte di Zizzanie, rete di scrittrici e artiste del Mediterraneo. È attualmente membro del Glasgow Print Studio e della Free Association presso il Center for Contemporary Art di Glasgow, città in cui ha trascorso gran parte degli ultimi due anni. È presente in residenze internazionali e realizza progetti di ricerca artistica, spesso partecipativa, prediligendo tematiche sociali.

www.martafontana.it

Opera

Marta Fontana
PER SETTE MARI
“Navigando sul mare colore del vino verso genti che parlano altre lingue”. Omero, Odissea, Libro primo.

2021, Affresco su prospetto di edificio, 5 x 3,15 m.
Sabbie, ciottoli, conchiglie fossili delle Rocche; ocre gialle e rosse dell’isola di San Pietro su intonaco di sabbie e calce.
Parola “MARE” in 7 lingue ad affresco con ossido di manganese dell’isola di San Pietro


“Sì, d’ospitalità vincol m’unisce col padre tuo”. Omero, Odissea. Vivere il concetto greco di xenìa, ospitalità reciproca, condi- visione materiale e simbolica, il riconoscersi nell’altro: questo è il mio viaggio nel Roero, oltre il mare della mia isola. “Desi- dero comunicare con voi”, il richiamo tra naviganti, cucito nel giallo-blu della bandiera nautica K, per destino veste gli stes- si colori di Montà d’Alba. Il desiderio si fa linguaggio, dialo- ga con i camminanti sino al mare in itinerari che affratellano luoghi, ricamano doni da scambiare. Altri dialoghi con Luis Sepúlveda, con Carlo Cocito: versi intagliati in metalli a cui il tempo dà forma di sosta per gli uccelli del bosco, migranti di poesia verso sud, sul mare. Una parete di mattoni accoglie, come la cassetta del collezionista, il dialogo fra materie an- tiche: la sabbia di Rocca, le sue conchiglie fossili e gli ossidi dell’isola di San Pietro. Su queste terre nasce indelebile l’affre- sco di lingue che traducono il mare oggi, attraversato da chi è arrivato, è stato accolto, è divenuto parte.

DOVE: Cortile della Casa delle Associazioni - Via Roma
Altri punti di via Roma e via Morra sino a incontrare i sentieri dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero
Automatic Translation »